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Come Raggiungerci

 

TERRITORIO

CHIUSA DI PESIO

Abitanti:
3.703
Superficie: kmq 94,05
Altitudine: m 575
Distanza da Cuneo: Km 15
Municipio: Piazza Cavour, 10 – 12013 Chiusa Pesio
Tel. 0171/734009 – Fax. 0171/735339
E-mail: info@vallepesio.it | chiusa.pesio@infosus.it
Sito: www.vallepesio.it | www.comunechiusapesio.it


Storia, Arte, Cultura e Tradizione

La sua ottima esposizione al sole ha favorito un clima che permette lo sviluppo della vegetazione lungo tutta la valle. La Certosa di S. Maria, le escursioni nel Parco Naturale dell’Alta Valle Pesio, gli itinerari di bassa valle alla scoperta delle testimonianze della ricca storia locale segnata nei secoli dalla presenza dei Certosini, i musei dedicati alla resistenza ed alla cultura alpina e quello sulle ceramiche e sui cristalli sono attrazioni naturalistiche e culturali che tutti gli anni richiamano numerosi turisti a trascorrere una vacanza nella quiete della Valle Pesio.

Storia

I reperti archeologici ritrovati nel territorio chiusano testimoniano che nell’età del ferro esisteva un insediamento umano in località Canavero (da “capanerium”: insieme di capanne). La popolazione di questo primitivo villaggio si trasferì in seguito sulla sponda sinistra del Pesio, per controllare più agevolmente il traffico ed il commercio della zona.
Nei due secoli a cavallo della venuta di Cristo, la popolazione della Valle Pesio intensificò i rapporti con i Romani, grazie alla presenza dell’incrocio delle vie romane Emilia e Giulia. Qui i Legionari Romani avevano stabilito, per controllare il movimento di transito, una guarnigione di “chiusa” al passaggio. Da tale denominazione deriva forse l’attuale denominazione del paese.
Intorno all’anno 1000 Chiusa passò sotto la protezione del Vescovo d’Asti che la concesse ai Signori di Morozzo loro feudatari.
Nei primi anni del 1200 si costituì il Comune. Nel 1240 Chiusa passò al Distretto di Cuneo. Dopo complesse vicende politiche, nel 1347 la Chiusa fece atto di omaggio e giuramento di fedeltà al Marchese di Ceva. Negli anni successivi gli eventi politici travolsero gli Angiò e portarono al potere gli emergenti Savoia. Con la formazione di un forte potere centrale le vicende storiche di Chiusa Pesio si uniformarono alla più ampia storia dello Stato Sabaudo.

Arte, Cultura

Il castello Mirabello venne edificato sul monte Canavero nella seconda metà del XVI secolo per volontà del feudatario Agamennone II, ultimo dei marchesi di Ceva. Si componeva di tre piani, uniti da una scala a chiocciola con gradini in pietra conficcati nel muro della torre rotonda a nord est (i monconi dei gradini sono attualmente visibili nel torrione centrale).
Oggi si presenta con pochi ma suggestivi ruderi, risultato anche dei bombardamenti del 1943. Emblema del paese, offre con la sua posizione strategica sulla sommità del colle Canavero una singolare vista panoramica sul paese e sull’intera vallata.
La palazzina di Mombrisone
Nel 1840 il Cav. Giuseppe Avena fece costruire una palazzina di caccia sulla sommità del colle Mombrisone. L’edificio venne edificato in stile neoclassico, con quattro gradinate che ancora oggi immettono,attraverso altrettanto ampi portali, all’edificio di forma ottagonale.
Un ampio lucernaio illuminava la sala rotonda centrale ornata dagli stucchi del Negrini e dai dipinti del Capetini, raffiguranti scene di caccia con la dea Diana. La villa era immersa in un grande “giardino inglese” progettato da Giuseppe Ketmann. Oggi di proprietà comunale, è stato recentemente restaurato.La parrocchiale e le confraternite
La chiesa di S. Antonio fu edificata a partire dal 1881, con pianta basilicale a croce latina, con il corpo lungo a tre navate e il transetto a navata unica. La facciata che risale al 1933 è opera dell’architetto Oreste della Piana di Alba. Il grande altare maggiore è prezioso per i suoi marmi rosso cupi, gialli e neri e ai suoi dipinti.

La chiesa dell’Annunziata venne edificata dal XVII secolo; conserva ancora oggi gli affreschi della volta eseguiti da Alfonso Morgari, gli stucchi, gli ornati e gli indoramenti.
La chiesa di S. Rocco (XVII sec.) presenta nel suo interno un monumentale altare di marmi pregiati, una grande icona titolare con S. Rocco e S. Lucia (opera del celebre pittore Sebastiano Taricco) e il pregevole quadro del timpano dell’altare raffigurante il Padre Eterno.
Gli affreschi
Nel cuore del paese, in Piazza Tre Medaglie d’oro, si può ammirare lo splendido affresco della Trinità, recentemente restaurato. La composizione risale al Quattrocento e rivela uno stile masacciano.
Sulla facciata della cappella di S. Rocco si riesce ancora ad ammirare un affresco in stile gotico raffigurante la Madonna con Bambino circondata da Santi e sormontata dalla figura del Cristo. Sulla strada verso S.Maria Rocca, la splendida cappella campestre di S.Bernardo conserva un pregevole affresco del ‘500 che raffigura la Vergine con Bambino e i Santi Pietro, Bernardo, Giovanni Battista e Antonio.
Il palazzo dei marchesi e la torre civica
Il palazzo fu innalzato sul finire del XV sec. in seguito al documento del 1473 contenete la “permissione di effettuare un nuovo recinto” rilasciato dalla Duchessa Violante, tutrice del Duca di Savoia. Venne probabilmente costruito sulle rovine di un castello diroccato e di una antica vetreria. Le teste di cervi che ornano ancora oggi l’edificio, erano una sorta di distintivo riservato ai Marchesi parenti del Duca di Savoia. La struttura subì nei secoli numerosi interventi: il portico venne aggiunto al termine del XVI sec. E successive costruzioni a nord-ovest modificarono notevolmente la primitiva struttura. Il palazzo divenne sede municipale negli anni ’30. La torre civica quadrata, attualmente sede dell’ufficio turistico, risale al Quattrocento e conserva ancora un affresco del 1667 con l’Immacolata Concezione.

I musei


Nei locali dell’antico palazzo comunale è allestito il Museo della Resistenza che offre una ricca documentazione fotografica realizzata nella Valle Pesio e nelle valli Monregalesi- negli anni ‘3-‘45- e materiali originali di grande rilevanza documentale e spesso di notevole suggestione emotiva: oggetti, filmati, documenti sonori, materiale di stampa. Il Museo intende proporsi come polo dinamico di iniziative culturali sia all’interno della rete dei percorsi della memoria che si stanno realizzando sul territorio piemontese, sia nella Valle Pesio, come punto di riferimento lungo quell’itinerario storico - commemorativo, che ha, nel Cimitero Partigiano della Certosa di Pesio, unico nel suo genere, la sua massima significanza.
Il Museo della Regia Cristalleria e delle Ceramiche della Chiusa intende valorizzare l’importante tradizione industriale del paese legata alla Vetreria reale (1759-1856) e alla ceramica (1833-1984).
L’Ente Parchi e riserve Naturali Cuneesi ha allestito un Museo della cultura alpina con 300 immagini in bianco e nero realizzate da Michele Pellegrino. Il patrimonio di fotografie dell’artista chiusano tratta i temi della montagna e del suo ambiente, dell’architettura e degli abitanti, quali veri protagonisti della realtà alpina.

La Certosa

La Certosa fu fondata nel 1173, quando i Consignori di Morozzo donarono all’Ordine Certosino tutti i terreni dell’Alta Valle Pesio. Il Monastero, non lontano dalla casa madre di Grenoble, divenne il terzo in Italia dopo quello calabrese di serra San Bruno (1090) ed il vicino cenobio di Casotto (1170). I monaci inizialmente si insediarono sulla sinistra orografica del torrente Pesio, edificando la Correria. Questa diventò la sede dei Conversi, i membri laici della Comunità Monastica, che mantiene ancora alcune caratteristiche architettoniche di grande interesse nel portale di ingresso e nell’Oratorio dedicato a S. Giovanni Battista.


[Foto Davide Dutto]
Pochi anni dopo ebbe inizio la costruzione del monastero vero e proprio sul lato opposto del torrente. Nel 1500 la Certosa di Pesio fu ingrandita con l’edificazione al piano superiore di un grande chiostro e di una chiesa, che col tempo diventò uno scrigno di preziose opere d’arte.
Verso la metà del 600 la Certosa fu profondamente ridisegnata dall’architetto della Corte di Savoia Giovenale Boetto con la costruzione fra l’altro dell’elegante loggiato che si estende in fondo al viale di ingresso e della scala monumentale che collega i due piani del Monastero. Nel 1802 la Certosa di Pesio venne soppressa dal governo Napoleonico ed i suoi beni immobiliari ed artistici andarono dispersi in mille rivoli. A metà del 1800 le austere mura del monastero vennero trasformate in stabilimento idroterapico frequentato dalla migliore società europea. Allo scoppio della prima guerra mondiale lo stabilimento chiuse i battenti e la certosa per lunghi anni venne quasi abbandonata a se stessa fino a quando nel 1934 giunsero i padri della Consolata che, restaurando con passione e costanza l’imponente complesso monastico, lo hanno reso fulcro di attività di carattere religioso.
Delle immense ricchezze artistiche rimane ben poco: alcuni affreschi di Antonio Parentano e del fiammingo Claret, alcuni bassorilievi, un affresco staccato del ‘400, parti architettoniche del 500-600 progettate da Giovenale Botto. I dipinti dei Durer e di altri grandi pittori sono scomparsi venduti o rubati; così come sono dispersi in varie chiese della zona od in palazzi privati, il coro ligneo, il battistero, la balaustra, l’altare maggiore… persino le campane d’argento vennero trafugate dall’esercito imperiale e portate al Louvre.

Turismo, Itinerari, Natura, Sport, Attività produttive

Sport

La Valle Pesio offre agli appassionati la possibilità di fruire di molteplici impianti sportivi. Un’ampia area sportiva comprende il palazzetto, con un regolare campo da pallavolo, il campo da calcio, con gradinate e spogliatoi, la palestra coperta per l’arrampicata e le “vele”.
Queste ultime, alte ben 16 metri, permettono arrampicate di tutti i livelli, dal più accessibile (il terzo) al più difficile (il 7C),offrendo ben cinquanta percorsi diversi e tutte le inclinazioni possibili (compresi parete verticale e strapiombo). A questo complesso sportivo si aggiunge la possibilità di fruire di un campo da tennis in terra battuta.
Chiusa offre inoltre una bocciofila ad accesso libero di gestione comunale. Le numerose piste forestali e alcuni sentieri in lieve pendenza sono l’ideale per escursioni in mountain bike. Inoltre, per gli amanti dell’escursionismo e dell’alpinismo, sono punto di riferimento i rifugi di Pian delle Gorre e del Garelli, in territorio del Parco Naturale Alta Valle Pesio, vedi la palestra di arrampicata libera naturale in località Roccarina.
Per gli amanti degli sport invernali inoltre il Centro Sportivo Marguareis situato a S.Bartolomeo frazione nel Comune di Chiusa di Pesio, offre al turista la possibilità di praticare lo sci di fondo, il biathlon e il pattinaggio su ghiaccio sullo sfondo dello scenario dolomitico del Marguareis.
Gli amanti dello sport invernale potranno usufruire di tracciati di graduale difficoltà e lunghezza, per le diverse specialità. Esistono inoltre in località Monte Pigna, Lurisia 7 impianti di risalita con 45 km. di piste di sci alpino.
 

SEDE OPERATIVA
Strada Madonna dei Boschi n. 76
12016 Peveragno (CN)
Tel. 0171/338995 - Fax. 0171/338891
PIVA: 02585060045
e-mail: gal.pesio@arpnet.it
 
 
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