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| PEVERAGNO
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Abitanti: 4.876
Superficie: kmq 68,36
Altitudine: m 570
Distanza da Cuneo: Km 11
Municipio: P.zza Pietro Toselli, 30 – 12016 Peveragno
Tel. 0171/337711 - Fax. 0171/339085
e-mail: peveragno.com@cnnet.it
Sito: www.comune.peveragno.cn.it
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| [ Foto
Davide Dutto ] |
Storia, Arte, Cultura e Tradizione
Storia
Peveragno ha origini che si perdono in leggende risalenti al Mille; fu preceduto
nella sua esistenza di Comune dal Borgo di Forfice, situato tre chilometri
a monte della attuale Peveragno, sulle ultime propaggini della Bisalta, attraversato
dallo Iosina, nella zona costituente ora la borgata di Madonna dei Boschi.
Forfice era diviso in “Castrum” e “Villa”, cioè il
fortilizio e l’abitato. Il fortilizio, di cui oggi si possono osservare
solo i ruderi, era collocato sulla vetta di una costa della Bisalta e l’abitato
occupava invece quasi tutta l’attuale borgata di S.Pietro (Madonna dei
Boschi). Le prime notizie certe di Forfice risalgono al 1153, solo nel 1301
compare per la prima volta il nome di Peveragno in un atto pubblico di vendita
di una vigna di S. Giorgio. Verso il 1372 compare negli atti solo più Peveragno.
La fondazione di Peveragno potrebbe essere spiegata dall’incremento demografico
di Forfice, che, costituito per lo più da una zona quanto mai aspra
e infeconda, non poteva più alimentare gli abitanti se non con un po’ di
segala e di castagne; pertanto sarebbero scesi gli abitanti al piano e avrebbero
costituito la nuova comunità. Il “castrum di Peveragno era contenuto
da una cinta fortificata e munita di torri che, partendo dall’attuale
Chiesa di S. Giovanni, percorreva la riva destra del Bedale, seguendone il
corso, per giungere all’altezza del portale del Ricetto e proseguire
verso il Carrobbio fino all’attuale piazza del Municipio dove c’era
la porta Pisterna (posteriore) e andare a congiungersi con campanile di S.
Giovanni (che era una delle torri della cinta).La “villa” si estendeva
al di sotto del Castrum quasi in corrispondenza della parte denominata “da
val” in contrapposto a quella di “da munt”.
Arte e cultura
L’arco del Ricetto, risalente al sec. XV-XVI, si presenta come una costruzione
in muratura di pietre e mattoni legate con malta di calce. Le pietre di varia
pezzatura e parzialmente squadrate alla base delle spalle, sono di porfido
quarzifero. Sulle spalle, massicce e parte inglobate nelle costruzioni adiacenti,
sono impostati due archi in mattoni: uno più esterno di tipo ogivale,
che costituiva il battente superiore della porta, ed uno più interno
di tipo circolare ribassato. Insieme reggono la facciata su Piazza Rocco Carboneri.
Sulla facciata esterna del portale era visibile il più antico stemma
di Peveragno che in origine era verde, rosso, oro. Nella parte interna del
portale vi era un’iscrizione latina, ancora in parte visibile, risalente
ai tempi in cui il Duca Amedeo VIII di Savoia assoggettò Peveragno ai
suoi domini.
Nel 1899 fu eretto, ad opera di Ettore Ximenens, il monumento a Pietro Toselli
nella Piazza omonima, donato a Peveragno da tutti i comuni d’Italia.
Il maggiore Pietro Toselli andò per la prima volta in Eritrea nel 1888
dove fondò la Nuova Peveragno, un villaggio destinato alle donne e ai
bambini dei suoi “ragazzi d’oro” eritrei e che avrebbe dovuto
diventare il simbolo di una nuova realtà.
Nella Piazza S.Maria si trova invece, ad opera di Leonardo Bistolfi, il monumento
a Vittorio Bersezio che nacque a Peveragno nel 1830, scrittore di romanzi e
novelle dei generi più diversi, ma la sua fama fu indissolubilmente
legata alla commedia “Le miniserie ‘d Monsù Travet”.
La Chiesa di S. Pietro in Vincoli, più conosciuta come la “Crusà”,
fu progettata, almeno nella prima parte, dall’arch. Francesco Gallo intorno
al 1730.
La chiesa è tardo barocca e vantava tre affreschi che sono stati staccati
e trasportati nel Palazzo dell’Amministrazione Provinciale di Cuneo e
rappresentano la Madonna con Bambino, tra i Santi Pietro e Paolo, la Madonna
in trono ed una terza Madonna con Bambino tra Sant’Antonio, S. Pietro
e S. Paolo.
Un’altra chiesa che richiama molto la Crusà è l’attuale
santuario della Madonna del Borgato (Madonna dei Boschi) ricostruito integralmente
nel XVIII secolo. Il santuario fu per secoli meta di pellegrinaggi e di devozione:
lo testimoniavano innumerevoli ex voto, ora purtroppo scomparsi. Nell’ultimo
periodo, completamente restaurato, è stato sede del collegio diocesano.
Oltre a queste opere esistono numerose altre chiese, cappelle e piloni votivi
sparsi su tutto il territorio, dipinti murali che testimoniano l’attaccamento
dei peveragnesi alla loro fede.
A settentrione rispetto all’abitato, sorge su una collina la cappella
dedicata a San Giorgio, costruita probabilmente per chiedere protezione al
Santo nel momento della costruzione del nuovo paese, sorto ad opera degli abitanti
di Forfice, antico centro abbandonato a causa delle incursioni dei Mori. Il
sito era probabilmente sede di altari pagani come si evince dallo studio di
alcuni segni e di scritte presenti sulle rocce addossate alla chiesa e dagli
incavi delle cappelle che sono ricavate in un blocco monolitico. All’interno
della cappella ci sono affreschi quattrocenteschi raffiguranti San Giorgio
che sconfigge il drago, Sant’Antonio abate ed una Crocifissione.
Turismo, Itinerari, Natura, Sport, Attività Produttive
Natura
Il suo territorio è costituito da un succedersi graduale di falsipiani
e dolci rilievi che si fanno sempre più ripidi fino a risalire alle
pendici della Bisalta, facilmente percorribili e fortemente segnate dall’insediamento
secolare, cosparse di boschi di castagno, faggio e resinose, alti pascoli,
pietraie sommitali che costituiscono un insieme estremamente vario, inciso
da numerosi torrenti e corsi d’acqua.
Le frazioni e le borgate montane di S. Giovenale, Madonna dei Boschi, Montefallonio
e Pradeboni offrono l’opportunità di piacevoli e panoramiche escursioni,
mentre quelle della zona pianeggiante, Santa Margherita e S. Lorenzo, si prestano
per circuiti cicloturistici. Peveragno, patria del Maggiore Pietro Toselli
e di Vittorio Bersezio, era un tempo paese di agricoltura povera (granoturco
e castagne) e di emigrazione; dagli anni ’50 è il paese delle
fragole, dei piccoli frutti, di un’agricoltura specializzata e di piccole
industrie di trasformazione.
Attività Produttive
L’economia peveragnese è basata soprattutto sull’agricoltura
intensiva, gestita con moderni criteri di coltivazione: fragoleti, lamponeti,
impianti di mirtilli, more, ribes e piccoli frutti che hanno reso prospere
superfici poco estese e quindi non adatte per produzioni estensive. La coltivazione
tipica è quella della fragola che richiede attenzioni assidue nella
preparazione del terreno, messa a dimora e cura delle piantine che producono
frutti commercializzati sui mercati interni ed esteri. A differenza di un tempo,
la stagione delle fragole si è notevolmente allungata grazie all’intercalarsi
delle varietà estive e a quelle rifiorenti che producono fino all’inizio
dell’autunno. Per gli altri piccoli frutti la raccolta è distribuita
durante tutta l’estate e si protrae, per le varietà più tardive,
fino al mese di ottobre. L’attività commerciale legata alla produzione
di fragole può contare sul Mercato delle Fragole che si svolge dall’inizio
alla fine di giugno.
Sul territorio agricolo peveragnese si coltivano inoltre con successo alcune
specie orticole tra cui il peperone, il pomodoro e soprattutto fagioli per
il consumo fresco.
L’attività di commercializzazione di questi prodotti ortofrutticoli è in
gran parte affidata alla Cooperativa Agrifrut sita in Fraz. Santa Margherita.
Le produzioni di mais, grano ed orzo sono per lo più destinate ai numerosi
insediamenti zootecnici di bovini di razza Piemontese (Frisona), allevamenti
suinicoli e avicunicoli presenti nella zona. Non va peraltro dimenticato l’allevamento
di cavalli Avelignese.
Peveragno è anche caratterizzato da boschi di castagno da frutto spontanei,
faggio e resinose oltre agli alti pascoli. L’industria peveragnese è una
realtà di piccole e medie imprese in continua evoluzione. Legato alla
produzione di latte è da citare il Caseificio Valle Iosina per la preparazione
di latte alimentare e per la produzione di formaggio a denominazione di origine
controllata quali: il Bra nei tipi tenero e duro, il Raschera e la Toma Piemontese.
In questo comune è presente un artigianato molto attivo ed in continua
espansione.
Turismo
La sagra della fragola è da quasi cinquant’anni è l’appuntamento
annuale della seconda domenica di giugno. Coincide generalmente con il periodo
culminante della maturazione della fragola, il prelibato frutto che, a partire
dagli anni ’50, ha dato una nuova svolta dell’economia agricola
peveragnese fino ad allora basata su una agricoltura povera e poco redditizia.
In omaggio alla fragola e ai piccoli frutti del sottobosco, Peveragno organizza
ogni anno tre giorni di sagra, ricca di avvenimenti e manifestazioni, ormai
entrata a pieno titolo nel calendario delle ricorrenze regionali e non solo.
Il momento principale e che in questi ultimi anni ha dimostrato di riscuotere
il più ampio gradimento è senza dubbio la serata del sabato in
cui avviene la elezione di “Miss Fragola”, fra oltre venti bellissime
ragazze provenienti da tutta la provincia.
Si prosegue la domenica con numerose manifestazioni di vario genere (convegni
e mostre riguardanti le fragole e i piccoli frutti, mostre di pittura e di
oggetti di antiquariato, mercatino dell’usato, parco dei divertimenti,
punti di ricreazione e svago per grandi e piccini nelle vie e piazze del paese,
degustazione gratuita di fragole, ecc.), per concludere il lunedì con
una grande fiera che dura tutta la giornata e con la serata danzante in piazza.
Antico appuntamento che si rinnova ogni anno è la tradizionale Fragolata
che si svolge, in linea di massima, la seconda domenica di giugno.
Generalmente coincide con la maturazione delle fragole ed oltre ad essere un
momento di festa per il paese, è organizzata anche per turisti e visitatori.
Sport
Peveragno dispone, in Regione Miclet, di un ottimo centro sportivo polivalente
dotato di: campo da calcio regolamentare, palestra di arrampicata artificiale
coperta, campi da tennis, sferisterio, campo da basket e pallavolo. Ed inoltre è possibile
usufruire della bocciofila e del maneggio di cavalli gestiti da soggetti
privati.
La pista ciclabile si estende dal centro paese alla zona “sportiva”
di Regione Miclet. Innumerevoli sono, infine, i sentieri che
si intrecciano e si inerpicano sulle pendici della Bisalta
percorribili sia a piedi che in bicicletta.
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