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Come Raggiungerci

 

TERRITORIO

ROCCAVIONE

Abitanti:
2.791
Superficie: kmq 19,64
Altitudine: m 645
Distanza da Cuneo: Km 11
Municipio: V. Santa Croce, 2 – 12018 Roccavione
Tel. 0171/767108 – Fax. 0171/757857
Mail: roccavione@reteunitaria.piemonte.it


Storia, Arte, cultura e tradizione

Storia

Dominata dalla rupe detta del Santo Sudario Roccavione sorge a breve distanza dalla confluenza dei torrenti Gesso e Vermenagna. Sebbene non sia possibile conoscere l'origine del toponimo è certo che l'attuale denominazione risale al XII secolo. La forma Rochavione appare ben presto trasformata in "Roccaguidone" o in "Rupe Vidonis". L'attuale nome, fa chiaro riferimento alla rocca che sovrasta il paese. La prima notizia certa del paese risale al diploma dell'imperatore Enrico III (26 gennaio 1041) in cui Rocha Corvaria e' citata tra le dipendenze del monastero di Pedona, confermate in dominio del vescovo d'Asti. Roccavione ricompare nel 1163, governato da propri signori sottoposti al marchese di Saluzzo. Nel 1197 appartiene al marchese di Monferrato che la concede in feudo a Bonifacio, figlio di Manfredo di Saluzzo. Nel 1309 Roccavione entra a far parte del distretto di Cuneo finché, passato ai Savoia, sarà infeudato ai marchesi di Ceva (1373). All'inizio del Quattrocento sosterrà numerosi assedi fino a che la rocca fu rasa al suolo dal comune di Cuneo nel 1581.

Arte e cultura

Roccavione è anche conosciuta come "il paese delle meridiane". Se ne contano ancora oggi 4 nel capoluogo e una a Tetto Massa, una a tetto Cressi. Questi antichi ingegni per la conta delle ore solari sono segnali di un tempo passato, testimonianza che una quotidianità che univa alla gnomonica la sapienza dei detti popolari.
In particolare a Roccavione due categorie di meridiane:

  • Le meridiane antiche.
  • La più antica è quella del "Cantun", a poca distanza dalla stazione ferroviaria, datata 1798, restaurata in anni recenti.
  • Da non perdere la meridiana di Piazza Biagioni e quella sul portone di ingresso della casa Chatelanat, in Piazza Europa.
  • La meridiana sul campanile della Chiesa parrocchiale è corredata da una breve cronistoria del paese.
  • Le meridiane storiche.
Sono le meridiane di nuova costruzione, perfettamente funzionanti ed eseguite secondo la tradizione; esse sviluppano temi legati alla storia del paese riproducendo immagini di avvenimenti importanti e motti dialettali.
Tra gli edifici religiosi ricordiamo la Chiesa Parrocchiale dedicata al culto della visitazione di Maria Vergine: nel 1583, dagli atti di visita del delegato del Vescovo, abbiamo notizie sulla Chiesa Parrocchiale.
La cappella dei Santi Rocco e Biagio si trova in Via Fratelli Giordanengo, è la cappella del "Cantun". E' assai antica e probabilmente dovuta a un voto fatto dal Comune in occasione della peste che negli anni 1523-1525 fece parecchie vittime. Fu restaurata in occasione della peste bubbonica del 1630 e durante l'imperversare del morbo talvolta vi si radunò il Consiglio Comunale.
La cappella dell'Assunta è assai antica e risale al primo Seicento. Là ove ora sorge la cappella, già esisteva una chiesetta dedicata alla Madonna della Riva e talvolta durante la peste si convocava il consiglio comunale (come il 14 settembre 1631 o il 1° novembre dello stesso anno.) Nel 1836 la Cappella veniva incorporata nel nuovo Cimitero e nel 1840 dotata di campana.
La cappella di S. Dalmazzo sorge sulla strada del Ciadel, provinciale per Boves, ossia sull'antica Via Imperiale e fu costruita per ricordare il luogo del martirio del santo. Nel seicento il luogo era segnato da un Pilone costruito nel 1676. La sua costruzione data tra il 1733 e il 1755; la festa si celebrava la quarta domenica di ottobre, ora la si celebra la prima domenica di settembre. Per l'occasione si svolgeva la Fiera di S. Dalmazzo che attirava venditori e compratori specialmente per il mercato del bestiame.
La cappella di S. Bernardo e Marco si trova al bivio della strada Provinciale per Roaschia e la strada per Tetto Gian di Dio. Fu probabilmente costruita nel 1681, anno in cui S. Bernardo fu canonizzato e il suo culto si estese nel Nord Italia. La sua festa (25 aprile) viene ricordata come segno indicatore del tempo e di guerra se cade alla Pasqua.
La cappella di S. Michele si trova sulla collinetta che sovrasta Tetto Cherro. Il primo documento risale al 1345. I restauri risalgono al 1659 e si dice che vi trovasse rifugio un padre eremita che convocava gli abitanti della vicina frazione alla preghiera, specialmente nei momenti di pericolo e nelle calamità atmosferiche. Seguì il suo esempio Francesco Barale, nato verso il 1690 di cui si hanno notizie più certe. Egli custodì prima la Cappella di S.Giacomo e poi quella di S.Michele. Morì il 12 luglio 1773 all'età di anni 84.
La cappella di S. Lorenzo si trova appena fuori Brignola sottana.
La frazione è' antichissima ed è ricordata in documenti del 1300 come pomo della discordia fra gli abitanti di Roccavione e quelli di Roaschia.
La cappella è ricordata in un documento del 1695 e dal 1731 incomincia il libro dei conti.
La Confraternita di S. Croce è certamente l'edificio sacro più notevole, dal lato artistico, di Roccavione.
Il primo documento che la cita per un atto di donazione risale al 30 giugno 1570, è stata edificata su un precedente edificio che era servito da Lazzareto, fu nuovamente abbattuta e costruita ex novo occupando l'area di tre casette limitrofe; Vi si celebra la prima messa il 30 novembre 1764. Nel 1773 si costruisce la sacrestia, negli anni 1776-1778 il bel campanile, la tribuna e si installa l'organo, acquistato dal duomo di Cuneo.Nel 1788 Giovenale Bongiovanni da Pianfei affresca e decora le volte.
La chiesa è a croce greca, coperta al centro da un largo catino rovescio elissoidale: il coro che si innesta assai bene col corpo della Chiesa, è molto ampio.
L'altare maggiore non è che quello dell'antico oratorio; l'icona è opera del pittore Carlo Andrea Baracco di Demonte; la Via Crucis fu eretta nel 1883.
Come tutte le Confraternite di S.Croce esistenti nel circondario era legata alla Confraternita di S.Croce di Cuneo e quando si era costruito l'Ospedale S. Croce aveva contribuito ricevendone in compenso il diritto ad alcuni posti di degenza gratuita per gli indigenti di Roccavione.


Turismo, natura, sport, attività produttive

Turismo

All'inizio del secolo non era consuetudine per i " signori " frequentare località montane con un'altitudine oltre i 600 - 700 metri.
Roccavione, che gode di un clima secco e non afoso, era l'ideale per trascorrere lunghi periodi di villeggiatura per famiglie di provenienza ligure, torinese e nizzarde.
Testimonianza di questa usanza di trascorrere nella mezza montagna le vacanze sono le ville liberty costruite nei primi del 1900 a Roccavione.
Esse sono 15, di cui alcune molto belle e quasi tutte attualmente abitate stabilmente.

Natura

Troviamo a Roccavione diversi alberi monumentali: verso Robilante, in una zona collinare nel parco di una villa andata distrutta durante la guerra, sorgono due splendidi esemplari di sequoia che dominano su un gruppo di abeti e cedri, anch'essi di notevole sviluppo. Queste piante sono censite tra gli alberi monumentali italiani.
L'esemplare più alto arriva a 50 metri di altezza, con una circonferenza di base di oltre 7 metri, mentre il fratello è leggermente più basso ma ha una circonferenza di ben 10,5 metri. Nonostante la loro mole, sono giovanissimi: hanno infatti cento anni di vita, età irrisoria se si conta che in California raggiungono anche i 3000 anni.
Qui hanno trovato un clima assai simile al loro ambiente d'origine e godono di ottima salute.
La messa a dimora delle piantine è fatta risalire al giardiniere Giacomo Fantino i cui discendenti abitano a Roccavione "i brindur "; egli prima di questa attività, aveva lavorato nelle miniere in Nord America e forse portò le piantine al ritorno in Italia.
Curiosamente i legami con l'America non finiscono qui. Le sequoie si trovano in quello che fu il parco della Villa dei Conti Salazar. L'ultimo discendente ospitò nella sua dimora, nei primi anni di questo secolo, una giovane americana che aveva promesso di sposare. Il matrimonio non si fece, il Conte Salazar convolò a nozze con un'altra donna e la giovane straniera, evidentemente innamorata, decise di farsi costruire una casa più a monte, oggi " Casa Auxilium ", proprietà di religiose salesiane.
Nulla più resta della dimora dei Conti Salazar. La moglie dell'ultimo discendente, soffocata dai debiti, nel 1936 diede fuoco alla casa per riscuotere l'assicurazione ma il gioco fu scoperto e i soldi sfumarono.
Nel parco sopravvivono un gigantesco esemplare di Araucariae, due rari e forse unici esemplari europei di Thujopsis delabrata, pianta giapponese considerata sacra perché serviva per uso esclusivo della famiglia reale e per scopi religiosi.

Sport

Il centro sportivo comunale offre il campo da calcio regolamentare, il tennis coperto, la bocciofila, e i campi di pallavolo e palla canestro. A Roccavione troviamo inoltre una palestra di roccia naturale segnalata in zona Tetto Cherro.

 

SEDE OPERATIVA
Strada Madonna dei Boschi n. 76
12016 Peveragno (CN)
Tel. 0171/338995 - Fax. 0171/338891
PIVA: 02585060045
e-mail: gal.pesio@arpnet.it
 
 
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