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Come Raggiungerci

 

ITINERARI

CHIUSA PESIO
Nel concentrico; il Municipio ha sede nell’antico Palazzo dei Marchesi di Ceva, che risale alla fine del ‘400; torre quadrata ed ex-palazzo comunale appartenente al comune dal 1600; portico per il commercio e per il rifugio dei “pellegrini” (pelerin) ricostruito nell’800: gli edifici furono utilizzati in seguito come abitazione privata e caserma.
Di fronte al centro abitato, verso levante, ruderi del Castello di Mirabello, eretto dei Marchesi di Ceva nel 1500, su antiche fortificazioni medioevali. Al termine di un viale alberato, a lato del paese, sorge il Castello di Mombrisone, edificio in stile neoclassico risalente al 1840 recentemente ristrutturato.
LA CERTOSA DI SANTA MARIA DI PESIO
I frati Certosini guidati da Ulderico (Uldrico) si insediarono nella Certosa a metà valle sulla destra idrografica, in posizione difesa e difendibile, nel 1195 e vi rimasero, pur con alterne vicende fino al 1802, quando un decreto Napoleonico sciolse gli ordini religiosi.
Il loro arrivo in Valle Pesio risaliva al 1173, quando ricevettero in donazione dai signori di Morozzo un vasto territorio montano, che apparteneva alla Comunità locale. Da questo atto derivò un ostilità che perdurò nei secoli e portò più volte gli abitanti di Chiusa Pesio alla scontro con i frati.
Il primo insediamento fu la Correria, una vasta costruzione in sinistra idrografica che mantiene ancora alcune caratteristiche architettoniche di grande interesse nel portale di ingresso e nell’Oratorio dedicato a S.Giovanni Battista.
Altre due aziende agricole (S:Michele e Rumiano) facevano parte delle proprietà dei Certosini.
Con lo scioglimento degli ordini religiosi il grande complesso della Certosa cadde in rovina, nonostante venisse acquistato a metà dell’ 800 per farne stabilimento idroterapico.
Dal 1934 è proprietà dei Padri della Consolata, che hanno preceduto ad un suo trattamento, almeno per le parti non totalmente distrutte, come nel caso del gigantesco campanile di marmo che dominava l’insediamento claustrale nelle carte del Settecento.
E’ comunque, possibile una lettura fedele dell’antico insediamento che mantiene infatti il fascino e al seduzione propri di una grande opera dell’uomo: si può, infatti, scoprire il primo insediamento dei frati in un vasto cortile colonnato, subito oltre il ponte del Mulino, per poi passare nelle parti più recenti e risalenti ai secoli XV e XVI, i periodi di massimo splendore della Certosa.
Il chiostro maggiore, pur presentandosi incompleto in mancanza della quarta ala, è un insieme armonioso di colonne e di capitelli che si aprono all’esterno su un giardino-boschetto di alberi centenari. Dal chiostro di può accedere ad alcune celle, alla sola del capitolo ed alla cappella dei Priore.
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Delle immense ricchezze artistiche rimane ben poco: alcuni affreschi di Antonio Parentano e del fiammingo Claret, alcuni bassorilievi, un affresco staccato del ‘400, parti architettoniche del 500-600 progettate da Giovenale Botto.
I dipinti dei Durer e di altri grandi pittori sono scomparsi, venduti o rubati; così come sono dispersi in varie chiese della zona od in palazzi privati, il coro ligneo, il battistero, la balaustra, l’altare maggiore… persino le campane d’argento vennero trafugate dall’esercito imperiale e portate al Louvre.
 

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