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Come Raggiungerci |
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ITINERARI |
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| PEVERAGNO |
| Nel
concentrico: Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, con campanile
gotico; chiese di Santa Maria e San Domenico con parti cinquecentesche;
affreschi, meridiane, archi e altorilievi in alcune abitazioni private;
porta del Ricetto risalente al XVI / XV secolo. |
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| LA CAPPELLA
DI SAN GIORGIO |
A settentrione
rispetto al capoluogo, sorge su una collina la cappella dedicata a San
Giorgio, costruita probabilmente per chiedere protezione al Santo del
momento della costruzione del nuovo paese, sorto ad opera degli abitanti
di Forfice, antico centro abbandonato a causa delle incursioni dei Mori.
Il sito era probabilmente sede di altari pagani come si evince dalla
studio di alcuni segni e di scritte presenti sulle rocce addossate alla
chiesa e dagli incavi delle coppelle che sono ricavate in un blocco monolitico.
All’interno della cappella ci sono affreschi quattrocenteschi raffiguranti
San Giorgio che sconfigge il drago, Sant’Antonio abate ed una Crocifissione.
Altri dipinti sono difficilmente leggibili.
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| CAPPELLE
CAMPESTRI |
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Alcune chiesette
che sorgono all’esterno del capoluogo conservano cicli di affreschi
cinque –seicenteschi di buona fattura.
Nella cappella di San Rocco, che risale ad epoca medioevale, vi sono
affreschi del XV secolo (San Domenico, San Rocco, la Maddalena) attribuiti
al Mazzucco. Nella chiesa di San Pietro, che risale al medesimo periodo
storico, vi erano tre affreschi che sono staccati e trasportati nel Palazzo
dell’Amministrazione Provinciale di Cuneo e rappresentano la Madonna
con Bambino, tra i Santi Pietro e Paolo, la Madonna in trono e una terza
Madonna con Bambino tra Sant’Antonio, San Pietro e San Paolo. I
dipinti risalgono agli inizi del XV secolo. A monte del paese, sulle
pendici discendono dalla Bisalta, sorge il santuario della Madonna dei
Boschi, che nella forma attuale risale al XIX secolo, quando venne ristrutturato
completamente per divenire collegio diocesano. Alcune sue parti, però,
appartengono all’antica chiesa campestre già segnalata nel ‘400,
periodo al quale appartiene un pregevole affresco raffigurante la Madonna
in trono con sulle ginocchia il Bambino.
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